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  • Davide Galante

Analisi di materialità e Storytelling

Aggiornato il: 22 mag 2018

Il progetto “Conflict Free” ci racconta come Intel ha saputo rispondere a questa domanda: è possibile acquistare materie prime dalla Repubblica Popolare del Congo senza finanziare i signori della guerra?


Non è una domanda astratta. Al contrario contiene un invito ad assumersi una responsabilità, e ad agire per cercare di avere un impatto positivo e concreto sulla società.



Si tratta di un esempio molto significativo del tipo di domande che ci poniamo nel più ampio processo di analisi di materialità.

E la risposta che Intel ha saputo dare non ha portato solo ad una importante iniziativa di responsabilità sociale, ma anche ad uno storytelling di grande successo, trattandosi di un tema in grado di coinvolgere ed affascinare un grande pubblico.

Anche noi dovremmo ricordarci di fare quello che ha fatto Intel: raccontare ai consumatori le sfide che abbiamo deciso di raccogliere per rispondere alle domande che ci siamo posti nella nostra analisi di materialità.

In ogni storia, infatti, l'eroe viene spinto ad esplorare qualcosa di nuovo e a scegliere tra diverse alternative. Joseph Campbell ha definito questo momento la “chiamata all'avventura”.

Nella storia di sostenibilità con cui racconteremo ai consumatori come abbiamo risposto a questa "chiamata" noi dovremo incarnare il ruolo di chi si è impegnato a trovare soluzioni concrete a problemi scottanti: in questo modo il pubblico si immedesimerà nelle nostre scelte, vivrà insieme a noi le nostre stesse sfide e si sentirà partecipe dei risultati positivi che avremo raggiunto.

Ed è proprio questa la connessione che cerchiamo con i consumatori: un legame emozionale, basato su valori e su successi condivisi.

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