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  • Davide Galante

Social Media e Social Responsibility: funzionano insieme?

Aggiornato il: 21 mag 2018

Da molti mesi si sono fortemente inasprite le critiche ai Social Media, a causa della loro influenza negativa sulla società (bullismo, dipendenze, salute mentale), e dei rischi collegati ad una insufficiente protezione dei dati personali.


Le critiche sono molto fondate, e forse tardive, visto che questi rischi sono sotto i nostri occhi da diversi anni.


Ciononostante i Social Media rimangono uno strumento fondamentale per raccontare la nostra storia di sostenibilità.


Perché?


La copertura che offrono è impareggiabile: oltre 3 miliardi di persone al mondo li utilizzano, e di questi il 50% legge contenuti pubblicati dalle aziende (quindi circa 1,5 miliardi di persone!).


Sui Social Media, poi, il pubblico riesce a sentirsi parte di una storia, e non solo spettatore, in particolare se coinvolto ad interagire con il Brand attraverso contenuti multimediali “human-to-human” (ad esempio interviste, forum, eventi su Facebook Live).


Il rischio maggiore che dobbiamo evitare quando raccontiamo la nostra storia di sostenibilità sui Social Media è quello di utilizzare dei contenuti eccessivamente sintetici e frammentati, nel tentativo di assomigliare al resto della comunicazione sui Social.


Pensiamo ad esempio alla campagna Legendary 7 che ha saputo raggiungere un pubblico molto ampio e portarlo a conoscere ed approfondire le scelte sostenibili di Heineken, grazie ad un utilizzo molto creativo ed efficace dei Social Media e della realtà aumentata.



I Social Media sono uno strumento insostituibile per raggiungere e coinvolgere un grande pubblico: l'importante è ricordarsi che vanno utilizzati per amplificare iniziative che hanno un impatto sul mondo reale, e non per aggiungere altro rumore di fondo sui canali digitali.

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